Le suscettibilità culturali, paesaggistiche ed ambientali di Rignano Garganico, il più piccolo Comune del Parco Nazionale del Gargano (appellativo, come noto, affibbiatogli dal compianto Matteo Fusilli, presidente superattivo del medesimo Ente e della FederParchi nazionale) ritornano ad essere descritte con dovizia di particolari sulla grande stampa di Capitanata.

Il riferimento è a l’Edicola del Sud, che gli ha dedicato qualche giorno fa un’intera pagina di terza, occupata di solito da recensioni di libri e di opere artistiche ed architettoniche di valore e richiamo, puntualmente firmate dai grandi nomi della critica di casa nostra e non.

Ad interessarsi questa volta del piccolo centro ci ha pensato l’architetto – docente, Gianfranco Piemontese, da tempo sulla cresta dell’onda assieme a Gaetano Cristino, suo amico e maestro da sempre.

Ci ritorna sul tema con una sorta di “pastone” , come si dice in gergo giornalistico, contenente tutte le sue originali bellezze e trascorsi in termini di storia, di arte e di tradizioni e vita. Da qui l’interesse di questa testata per una conoscenza a menadito del suo prezioso contenuto da parte di un gran numero di lettori.

E ciò per evitare che ancora una volta la sua immagine – destino di realtà turistica di prim’ordine venga appannata dalla superficialità della politica e dalle considerazioni di tipo campanilistico, come già accaduto in passato, allorché è prevalsa quasi sempre la legge del più forte.

I temi trattati dall’architetto e critico Piemontese sono più o meno gli stessi del PNRR che, nella parte “Attratttiva dei Borghi”, vuole premiare e investire gli interventi finanziari predisposti dalla Comunità Europea, proprio su queste piccole, ma vitali realtà sul piano degli investimenti. E questo per dare frutto e sviluppo futuro all’economia di questi luoghi.

Ovviamente, dove più, il critico si sofferma è Grotta Paglicci e il suo Museo Paleolitico, che da questa supervisione potrebbe ricevere un’ ulteriore promozione e impulso a vasto raggio per una sua più approfondita e diffusa conoscenza e apprezzamento a livello europeo e mondiale, grazie alla digitalizzazione e ai siti ad hoc, già in parte attivi da anni. Ecco di seguito l’articolo in parola.

Di Antonio Del Vecchio

Antonio Del Vecchio (foto di Vanni Natola) è giornalista, scrittore, storico e appassionato di archeologia antica e moderna. Ha al suo attivo oltre 60 pubblicazioni cartacee su storia, tradizioni, emigrazione, tesori archeologici e racconti. E' stata la penna storia della Gazzetta del Mezzogiorno ed oggi scrive per diverse testate giornalistiche cartacee e on line.

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