C’è un cantiere a San Marco in Lamis che sembra uscito da un manuale di bioedilizia del Nord Europa. In via La Piscopia, lì dove generazioni di sammarchesi hanno frequentato la storica scuola elementare “San Domenico Savio”, sta nascendo una struttura rivoluzionaria: un asilo nido costruito interamente in legno norvegese, progettato per essere naturale, sicuro e incredibilmente efficiente. I lavori vanno avanti spediti.
Tecnologia Xlam: il “Lego” della bioedilizia.
La particolarità di quest’opera risiede nel metodo costruttivo. L’edificio è realizzato in Xlam (legno a strati incrociati), un materiale rinnovabile che sta rivoluzionando l’edilizia moderna. I pannelli, provenienti dalla Norvegia, arrivano in cantiere già modellati e pronti per essere montati con una precisione millimetrica, proprio come i celebri mattoncini Lego.
Questa tecnologia non è solo affascinante da vedere, ma offre prestazioni eccezionali:
- isolamento termico e acustico: il legno garantisce ambienti caldi d’inverno e freschi d’estate, riducendo drasticamente i consumi energetici.
- qualità dell’aria: essendo un materiale naturale, l’Xlam “respira”, garantendo un microclima sano per i bambini.
- sicurezza: il legno è un materiale antisismico per eccellenza grazie alla sua elasticità e resistenza.
Una sinergia di competenze.
L’opera è il frutto di una collaborazione tra eccellenze professionali e imprenditoriali. La progettazione è stata curata dallo studio Pro.Ma Srl di Campobasso, mentre la direzione dei lavori è affidata all’architetto Michele De Santis, supportato dall’architetto Angelo Pio Gualano (M2apstudio).
L’impresa vincitrice dell’appalto, la Sebastiano Antonio Srl, ha scelto di affidare la realizzazione tecnica a Gelsomino Edilizia, confermando l’importanza di fare rete tra aziende del territorio per portare a termine progetti di questa complessità.
Consegna entro la primavera 2026.
L’obiettivo è ambizioso: consegnare alla comunità di San Marco in Lamis uno spazio luminoso, accogliente e sicuro entro la primavera del 2026. Non sarà solo una scuola, ma un esempio tangibile di come la rigenerazione urbana possa passare attraverso la sostenibilità, trasformando un luogo storico in un presidio di modernità per le nuove generazioni.
