Presto sarà presentato anche a Rignano Garganico e a San Marco in Lamis, il volume “Controra”, in vetrina da poco per i tipi di Les Flaneurs di Bari.

Ne è autrice Katia Ricci, docente e critica d’arte di lungo corso, nonché prolifica scrittrice e fondatrice del Circolo Culturale “La Merlettaia”, sodalizio impegnato da anni nel Capoluogo sui temi dell’emancipazione femminile e delle libertà civili, di cui si dirà. Di adozione foggiana, ma nativa di Rignano Garganico, dove la famiglia benestante l’ha abitata fin dall’inizio dell’Ottocento, fornendo amministratori e uomini di cultura di prim’ordine, come Don Pietro Ricci, confessore- maestro bene ascoltato di San Pio negli anni del suo primo arrivo a San Giovanni Rotondo (Si veda al riguardo: “Padre Pio e Rignano…”, di Angelo e Antonio Del Vecchio, Edizioni Padre Pio, 2008 – 2009).

Controra – ci spiega l’autrice – racconta la vita di un microcosmo di cui coglie significati che vanno oltre la storia e la cultura di quel paesino arroccato su una collina a cui si arriva per una strada tortuosa, come è il cammino di chi vuole esplorare tutto ciò che rimane sepolto nell’inconscio o nelle viscere durante lo svolgersi della vita.
Ambientato per la maggior parte nell’immediato dopoguerra tra Potenza, Rignano Garganico e le campagne ai suoi piedi, descrive un mondo agro pastorale in cui uomini e donne comunicavano poco, con funzioni ben delineate: uomini cupi, chiusi e tristi costretti da quella  cultura millenaria che  dava loro potere in tutti i campi e dominio sul corpo delle donne, ma che ha fatto pagare loro un prezzo:  un senso rimosso  di delusione e di inadeguatezza nella costrizione a ricoprire un ruolo.

Dall’altra parte c’erano le donne, che pur subendo quella cultura, trovavano il modo in relazione con altre di sorridere alla vita e di darla. Il titolo, a suo dire, evoca i caldi pomeriggi estivi della controra quando è impossibile lavorare la terra e i bambini smettono di giocare: una pausa ristoratrice della mente, una sospensione che permette di riprendere le forze e disintossicarsi dalle delusioni e dai problemi quotidiani. Per di più – sottolinea l’interessata – contiene dolori non detti, la fragilità e l’inquietudine della vita, attraverso confidenze tramandate di generazione in generazione, fotografie e lettere ingiallite dal tempo. E allo stesso tempo è il racconto di un percorso di riconciliazione, di crescita interiore e di ricerca della libertà femminile.

Ad ispirare l’autrice, come accennato, è la storia d’amore dei suoi genitori. Pasquale di Rignano ed Anna di Potenza. Un amore contrastato dai famigliari di lui per via del diverso “status” economico e sociale, ma concluso con il matrimonio, per via della bellezza e sensibilità oltre misura di lei, assai ammirata, come moglie e madre dal prossimo, nonché idolatrata dai figli, cresciuti con amore e dedizione.

Il termine “Controra” ricorda a chi scrive la sua fanciullezza trascorsa nelle vicinanze del palazzotto di Via Gioielli, allorché durante i pomeriggi caldi di luglio trovava spesso frescura, assieme ai compagni di gioco, sotto l’Arco, appunto, di Don Pietro o quello contiguo di Don Vincenzo, luoghi assai noti e frequentati, appunto, dalla scrittrice e dai suoi fratelli.

Il libro è prezioso anche sotto l’aspetto storico-ambientale. E’ corredato da una serie di antiche foto e da un epistolario che affonda le sue radici nell’ottocento. Tra l’altro, si parla di un sequestro da parte dei briganti di un famigliare assai importante e noto nel mondo economico e culturale. Insomma, è un libro che sin dal primo acchito suggestiona ed attira non solo il pubblico colto, ma anche quello minuto. La redazione della presente testata augura all’interessata e alla sua ultima chicca un grandioso successo !

Opere dell’autrice.

Katia Ricci, cofondatrice dell’Associazione culturale La Merlettaia di Foggia, ha curato mostre e cataloghi di artisti contemporanei. Tra le sue pubblicazioni: Mary Cassatt. Da Pittsburgh a Parigi, Selene Edizioni, Milano 2002. Le ali della libertà in Forme del destino. Etty Hillesum, a cura di Pia Marcolivio, Palomar, Bari 2005. La lezione delle tessitrici del Bauhaus, in Lingua bene comune, a cura di Vita Cosentino, Città Aperta Edizione, Troina (En), 2006. Charlotte Salomon, I colori della Vita, Palomar, Bari, 2006, Seraphine de Senlis. Artista senza rivali, Luciana Tufani editrice, Ferrara, 2015. Quest’ultimo recensito nella trasmissione radiofonica Qui comincia di Radio 3 della RAI del 16/3/2016. Per amore della vita in La Spirale del tempo a cura della Comunità di storia vivente di Milano, Moretti e Vitali, 2018.
Lupini violetti dietro il filo spinato. Artiste e poete a Ravensbrück. Luciana Tufani editrice, Ferrara, 2020.

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Autore

  • Antonio Del Vecchio

    Antonio Del Vecchio (foto di Vanni Natola) è giornalista, scrittore, storico e appassionato di archeologia antica e moderna. Ha al suo attivo oltre 60 pubblicazioni cartacee su storia, tradizioni, emigrazione, tesori archeologici e racconti. E' stata la penna storia della Gazzetta del Mezzogiorno ed oggi scrive per diverse testate giornalistiche cartacee e on line.

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