Continua il botta e risposta tra Angelo Cera e Michele Merla sulle scuole superiori sammarchesi. Il “dialogo” è a distanza e sta avvenendo prevalentemente su Facebook, a dimostrazione che i social si sono trasformati in uno strumento di comunicazione politica.

L’ex-deputato era uscito ieri con un post sul proprio profilo Facebook con cui puntava il dito contro la Pubblica Amministrazione Comunale di San Marco in Lamis rea, a suo dire, di aver reso meno attrattiva la città e di conseguenza anche le sue scuole.

Poco fa la replica del sindaco Michele Merla e ora la contro-replica di Cera: “a volte è meglio tacere! Rimango sconcertato nel leggere il commento Facebook del Sig. Michele Merla, Sindaco di San Marco in Lamis, nel quale come al solito cerca di rimescolare le carte, intestando al sottoscritto concetti mai detti”.

E non è tutto: “di certo una ulteriore lettura del mio post sulle iscrizioni nelle scuole superiori della nostra Città gli avrebbe consentito di non fare considerazioni affrettate. Però tenendo sempre a mente quello che è successo ai libri, gettati, della Biblioteca comunale, si preferisce fare qualcos’altro rispetto a leggere qualche volta in più”.

“Che sia ben chiaro! Non ho mai inteso tirare in ballo gli insegnanti e gli educatori delle nostre scuole, conoscendo in prima persona il lavoro che viene svolto giornalmente nell’educare i nostri giovani. La mia era una critica all’operato dell’Amministrazione Comunale che col suo modo di fare, ha lasciato andar via 930 persone passando da 13.831 a 12.901. L’età media si attesta a 44,7. Il dato peggiore rispetto anche alle Città vicine. I giovani scappano via verso territori che offrono di più! Ma il sig. Merla preferisce girarsi dall’altra piuttosto che considerare il fenomeno nella sua complessità.Non si può dare la colpa alla denatalità. Questa è insita al fatto che nel nostro paese non ci sono più giovani coppie. Francamente sono più preoccupato di prima! Con questo modo di fare, tra qualche giorno ci preoccuperemo, e questa volta per davvero, dei nostri insegnanti, che saranno costretti ad andare fuori perché non si riusciranno a formare nemmeno le classi delle Scuole Elementari” – ha concluso Cera.

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